CRONOPROGRAMMA DI CANTIERE

GANTT e SAL

ROMA E PROVINCIA

Cosa è il cronoprogramma di cantiere?

Il cronoprogramma di cantiere è il documento di programmazione delle attività correlate ai costi di realizzazione ed alla loro distribuzione nel tempo, fermo restando la maggiore definizione dei tempi amministrativi necessari per l’approvazione, l’affidamento ed il collaudo; il documento è redatto con tutto ciò che riguarda la fase definitiva – esecutiva dei lavori, avendo a base il dettaglio di tutto il progetto definitivo – esecutivo e le lavorazioni necessarie alla sua realizzazione.

A cosa serve il cronoprogramma?

Il cronoprogramma permette di determinare la durata dei lavori, la distribuzione delle spese di esecuzione nel tempo, il pagamento delle anticipazioni dovute all’impresa, in concomitanza degli stadi di avanzamento fissati dal capitolato speciale d’appalto: l’importi fissati nel capitolato speciale d’appalto per il pagamento di acconti all’impresa corrispondono, sul cronoprogramma dei lavori, a precisi periodi temporali.

Pagamento stato avanzamento lavori

Negli appalti pubblici i pagamenti a saldo sono vincolati al cronoprogramma e allo stato di avanzamento dei lavori SAL. Generalmente i SAL non possono avere una data successiva ai certificati di pagamento.

Negli appalti privati, se non impostati rigidamente in tal modo, la ditta potrebbe accettare i pagamenti a determinati stati di avanzamento dei lavori, ma senza avvalorare il cronoprogramma ed una data precisa per terminare le opere.

Il cronoprogramma fissa i termini temporali in cui l’opera deve essere eseguita e ne condiziona i termini di esecuzione fissati dal capitolato speciale d’appalto.

Ferma restando la possibilità per l’impresa di produrre un suo programma esecutivo dei lavori (così come disposto dal comma 10 dell’art. 43 del D.P.R. 207/2010), vantaggioso per la Stazione Appaltante, e accettato dalla Direzione Lavori, questo non può variare il termine di consegna fissato dal cronoprogramma del progetto definitivo esecutivo allegato al contratto. In tale ipotesi sarà compito della Direzione Lavori curare, durante l’esecuzione dell’opera, l’eventuale aggiornamento del cronoprogramma dei lavori, apportando i necessari interventi correttivi.

Perché si calcola la durata del cantiere?

La durata del cantiere si calcola per stabilire:

  • Il tempo in giorni naturali e consecutivi da indicare nel contratto di appalto;
  • Quando procedere all’emissione dei pagamenti all’appaltatore – SAL
  • Definire quando alcune parti delle opere sono ultimate (nell’eventualità della messa in esercizio per parti).
  • Programmare le fasi successive all’ultimazione dei lavori per la messa in esercizio della struttura (es. ordinativi di mobili, attrezzature, ecc.)
  • Per individuare se il cantiere supera i 200 UUG e rientra nei casi di applicazione del D.Lgs. 81/2008 e succ. mod. e integrazioni
  • Per impostare i SAL, utili ad esempio per il Superbonus al 110 %

A chi serve il cronoprogramma?

Al committente per :

  • conoscere le scadenze e le risorse economiche necessarie per remunerare l’appaltatore

All’appaltatore per:

  • sapere quando effettuare gli ordinativi dei materiali;
  • organizzare la manodopera;
  • sapere quando effettuare i pagamenti dei fornitori
  • individuare nel caso di ritardi, scelte operative in grado di restringere i tempi (es. aumentare la manodopera della squadra)

Al Direttore dei lavori per:

  • verificare l’andamento dei lavori e predisporre gli atti relativi (verbali e ordini di servizio)

Al Coordinatore in fase di progettazione ed esecuzione

Il coordinatore per la sicurezza CSP o CSE, deve individuare la sovrapposizione in cantiere di lavorazioni pericolose e rischiose per la salute dei lavoratori, per poter valutare o aggiornare il PSC.

Quali sono i legami temporali tra le lavorazioni del cronoprogramma?

I legami tra le lavorazioni possono essere:

  • FINE-INIZIO: la lavorazione B non può cominciare prima che la lavorazione A sia finita (es. il getto del vespaio dopo l’ultimazione degli scavi)
  • INIZIO-INIZIO: la lavorazione B non può cominciare prima che anche la lavorazione A sia iniziata (es. la realizzazione dei c.a. e delle murature portanti)
  • INIZIO-FINE: la lavorazione B non può iniziare prima che la lavorazione A sia finita (la posa della copertura e della guaina impermeabilizzante)
  • FINE-FINE: la lavorazione B non può finire prima che la lavorazione A sia finita (es. la posa della caldaia e delle tubazioni degli impianti)
  • FINE con RITARDO: la lavorazione B non può cominciare che n giorni dopo dalla fine della lavorazione A (es. la tinteggiatura e la realizzazione degli intonaci)

Ritardi negli appalti privati rispetto al cronoprogramma

Da committenti si rimane scandalizzati per i ritardi nel concludere le opere, specie negli appalti privati. Non sono rari casi di diffida, e cause interminabili tra committente e ditta. Ebbene la causa dei ritardi spesso ha una natura tecnica-organizzativa e non dipende da una volontà della ditta.

Nell’edilizia 2 giorni di ritardo + 2 giorni di ritardo, non fanno 4 giorni di ritardo.. magari fanno 14 o 30 giorni su tutto il processo

Guardando la lista dei legami temporali, immagina un ritardo su una fornitura o una lavorazione, su un legame fine-inizio o inizio-inizio. Un ritardo su una lavorazione a cascata si ripercuote su tutte le lavorazioni correlate da un legame.. se non fai il solaio, non puoi continuare lavorare in alzato, non puoi chiudere, non puoi mettere gli impianti a seguire, non puoi rifinire.. I legami sono tanti, sono correlati alla tecnica e alle tempistiche, alle forniture.

Esempio in piccolo

In piccolo, immaginando il rifacimento di un bagno, con il committente che si impegna a comprare i materiali in autonomia. Un ritardo della consegna di questi materiali di alcuni giorni, potrebbe costringere la ditta a lavorare sugli impianti e sul massetto, per poi doversi necessariamente fermare.. Non potendo finire ad esempio la pavimentazione perché non arrivano le piastrelle, non si potrà continuare con le mattonelle murali, con i sanitari, i lavori di collegamento e finitura.

Immaginando la ditta che paga i lavoratori a giornata ed affitta dell’attrezzatura, il dover stare ferma implica doversi riorganizzare due settimane dopo, con un costo di due settimane di buco sul cronoprogramma. L’operaio A non è più disponibile, l’operaio B lavora su un altro progetto. I flussi di cassa, le attrezzature e la manodopera sono impegnati su altra ristrutturazione o altra evenienza.

E chiaro che tutto il cronoprogramma viene sballato e allungato.
2020-08-28